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"Mille
splendidi soli" di Khaled Hosseini racconta una vicenda
di fantasia, ambientata prima nei pressi di Herat e poi a Kabul, durante
i vari conflitti susseguitisi negli anni in Afghanistan fino ad oggi.
I personaggi più importanti sono due donne: Mariam,
nata a Herat nel 1959, è una harami ovvero "bastarda",
essendo figlia illegittima del padre Jalil e della sua serva Nana; Laila,
nata nel 1978 in una famiglia urbana e colta di Kabul, a 14 anni si innamora
di Tariq, che ha perso una gamba su una mina, e rimane incinta. In momenti
diversi tutte e due diventeranno spose del calzolaio Rashid,
uomo assai più anziano di loro e molto violento.
La convivenza di Miriam e di Laila nella casa dello stesso marito è
inizialmente difficile, carica di tensioni e di rivalità. Gradualmente
esse imparano
a rispettarsi, ad apprezzarsi fino a diventare amiche e fortemente solidali
contro le prepotenze gratuite di Rashid.
Lascio il piacere di scoprire la conclusione della bellissima storia al
lettore.
"Mille
splendidi soli" può essere letto come un documento
letterario della storia dell'Afghanistan degli ultimi trent'anni, ma è
anche una commovente storia di amicizia, di fede, e di amore salvifico.
Mariam e Laila, pur non avendo la stessa età e con idee molto diverse,
sono costrette a condividere un destino comune di sofferenza e di violenza
in seno alla famiglia e nella società in cui sono inserite.
Alla fine del cammino, però, si apre la luminosa speranza di una
vita migliore per coloro che sono riusciti a sopravvivere, grazie all'attaccamento
a valori fondamentali come la famiglia e l'amore, ma anche all'eroismo
di chi sacrifica la propria vita per chi gli sta accanto.
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