E' BUIO SUL GHIACCIAIO di Hermann Buhl

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Per le festività natalizie del 2008, Miro, fratello della signora Silvia, da alcune settimane ospite della Fondazione Onlus "Longini-Morelli", mi ha fatto una graditissima sorpresa recapitandomi, in segno di apprezzamento, un pacchetto contenente il libro autobiografico di un grande, grandissimo alpinista degli anni '40-'50: "E' buio sul ghiacciaio" di Hermann Buhl, edizione Corbaccio arricchita con i diari delle spedizioni al Nanga Parbat, al Broad Peak e al Chogolisa.
L'ho letteralmente divorato, dedicando alla lettura diverse ore della giornata.H. Buhl, E' buio sul ghiacciaio

Nato a Innsbruck nel 1924, stessa "classe" di mio padre, Buhl sale la prima montagna già all'età di 10 anni. Poi è un susseguirsi di cime scalate in cordata o in solitaria nei vari gruppi montuosi delle Alpi. Nel 1953, dopo 17 ore di salita, egli raggiunge da solo la vetta del Nanga Parbat (mt. 8125).
Si ripete nel giugno 1957 conquistando, insieme con altri tre alpinisti, un secondo ottomila, il Broad Peak e, dopo alcuni giorni, parte insieme con Kurt Diemberger per il Chogolisa. Una improvvisa tempesta costringe i due a rinunciare alla vetta, ormai poco distante, e a decidere di tornare indietro. Proprio a causa del maltempo e della nebbia, Buhl finisce su una cornice di neve che, cedendo sotto il suo peso, lo fa precipitare nella parete sottostante per centinaia o migliaia di metri. Il suo corpo non verrà mai ritrovato.

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